Sciopero

http://www.lastampa.it/2017/07/13/cultura/scuola/cinquemila-prof-in-sciopero-niente-esami-alluniversit-pxmGmhyPPueVgWdaNkVIjP/pagina.html

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Un’amara riflessione di Vittorio Coletti sull’università di oggi

Diamo qui in basso il link a un articolo in cui Vittorio Coletti illustra, con amarezza, le ragioni che lo hanno spinto alle dimissioni anticipate dall’università («dall’intristita università teleburocratica [di cui] noi professori siamo molto più responsabili dei funzionari»).

Un’unica precisazione: quando l’autore parla di penalizzazioni che l’Università di Genova avrebbe subito dall’adesione di diversi docenti alla protesta nazionale che comportava l’astensione dalle procedure della VQR 2011-2014, occorre pure tenere presente che grazie alla cd. correzione k applicata dal Ministero all’IRAS1 la medesima Università ha ricevuto, stando ai dati che ricaviamo da ROARS, una compensazione di 321.478 euro (https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2017/06/Chi-guadagna-e-chi-perde-da-stopvqr.pdf).

Ecco il link all’articolo di Coletti:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/06/25/news/universita_perche_mi_sono_arreso-169065430/

Organi collegiali: sull’inserimento all’OdG di punti non indicati nella convocazione

Accade, non di rado, che i componenti di un Organo collegiale partecipino a una seduta dello stesso e si trovino di fronte alla richiesta – motivata da ragioni di urgenza, non sempre adeguatamente certificate o evidenti – di inserire all’OdG un punto che non era stato indicato nella convocazione.

Su una simile pratica, vale la pena di riportare quanto si legge in un parere emesso dal Garante dei diritti dell’Università di Firenze in data 23 marzo 2015.  A p. 4, in particolare:

«può essere utile riportare quanto deciso dal Consiglio di Stato: “Il sub-procedimento di formazione di un atto adottato da un organo collegiale passa, tra l’altro, per la fase di convocazione che deve contenere l’ordine del giorno, cioè la lista degli argomenti da trattare; l’ordine del giorno deve essere chiaro, in modo che tutti i singoli membri del collegio abbiano la possibilità di valutare la importanza della seduta e il contenuto dei problemi da trattare; se l’argomento non è inserito nell’ordine del giorno, la delibera che ciò malgrado provveda è per sola tale circostanza illegittima – in tal senso, tra tante, Consiglio di Stato, V, 30 marzo 1994, n. 1999” (Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza del 26.04.2006 n. 2305).

[…]

È comunque il caso di ricordare che, come è logico e confermato dalla giurisprudenza, la irregolarità della convocazione di un organo collegiale può ritenersi sanata ove alla seduta siano intervenuti gli aventi diritto (cioè tutti i componenti convocabili) ed essi non abbiano sollevato obiezioni sugli argomenti da discutere».

Insomma, chi fa parte di un organismo assembleare ha tutto il diritto di conoscere con congruo anticipo l’ordine del giorno e avere il tempo necessario per prepararsi alla discussione, studiando l’eventuale documentazione a essa relativa. In casi eccezionali si può deliberare su un punto che non era stato previsto all’OdG: occorre però che 1) siano presenti tutti i componenti dell’assemblea, 2) che ci sia accordo unanime acché l’argomento sia discusso. Osservare queste regole elementari serve a evitare abusi.

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