L’ancora atteso Regolamento per l’attribuzione degli scatti stipendiali triennali di UniSS

A mo’ di premessa: il sito web di UniSS, nella pagina dedicata ai regolamenti, è ben popolato.

https://www.uniss.it/ateneo/regolamenti-e-documenti

Manca ancora, tuttavia, il Regolamento per l’attribuzione degli scatti stipendiali ai professori e ai ricercatori di ruolo (o come si deciderà di battezzarlo). Continua a leggere “L’ancora atteso Regolamento per l’attribuzione degli scatti stipendiali triennali di UniSS”

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A Torino…

Diavolo d’un uomo! Lui sì che è il Rettore “del fare”. I precari lo attaccano per l’esilissima politica di reclutamento, che si restringe sempre di più come i vestiti in lavatrice? È contestato da un inedito, trasversale insieme di forze politiche in Consiglio regionale? Viene sbeffeggiato persino dal moderato Tg3 regionale che ricorda che, secondo […]

via Il colpo del Dragone — Coordinamento UniTo

Protesta VQR 2011-2014: lo strano caso del danno che si trasformò in beneficio

Come in altri Atenei italiani, anche a UniSS alcuni docenti hanno aderito a suo tempo alla protesta nazionale promossa dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria e appoggiata, fra gli altri, dal Comitato Nazionale Universitario (CNU). Continua a leggere “Protesta VQR 2011-2014: lo strano caso del danno che si trasformò in beneficio”

Più istruzione per tutti (di F. Sylos Labini)

Questo è il testo che ho riassunto in 5 minuti all’Assembla Nazionale – per la Democrazia e l’Uguaglianza organizzata da Anna Falcone e Tomaso Montanari al Teatro Brancaccio il 18.6.2017. Una versione più breve di questo articolo è stato pubblicato su LEFT l’11 Giugno 2017 Spesso sentiamo dire che destra e sinistra sono due categorie politiche…

via Più istruzione per tutti — ROARS

Organi collegiali: sull’inserimento all’OdG di punti non indicati nella convocazione

Accade, non di rado, che i componenti di un Organo collegiale partecipino a una seduta dello stesso e si trovino di fronte alla richiesta – motivata da ragioni di urgenza, non sempre adeguatamente certificate o evidenti – di inserire all’OdG un punto che non era stato indicato nella convocazione.

Su una simile pratica, vale la pena di riportare quanto si legge in un parere emesso dal Garante dei diritti dell’Università di Firenze in data 23 marzo 2015.  A p. 4, in particolare:

«può essere utile riportare quanto deciso dal Consiglio di Stato: “Il sub-procedimento di formazione di un atto adottato da un organo collegiale passa, tra l’altro, per la fase di convocazione che deve contenere l’ordine del giorno, cioè la lista degli argomenti da trattare; l’ordine del giorno deve essere chiaro, in modo che tutti i singoli membri del collegio abbiano la possibilità di valutare la importanza della seduta e il contenuto dei problemi da trattare; se l’argomento non è inserito nell’ordine del giorno, la delibera che ciò malgrado provveda è per sola tale circostanza illegittima – in tal senso, tra tante, Consiglio di Stato, V, 30 marzo 1994, n. 1999” (Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza del 26.04.2006 n. 2305).

[…]

È comunque il caso di ricordare che, come è logico e confermato dalla giurisprudenza, la irregolarità della convocazione di un organo collegiale può ritenersi sanata ove alla seduta siano intervenuti gli aventi diritto (cioè tutti i componenti convocabili) ed essi non abbiano sollevato obiezioni sugli argomenti da discutere».

Insomma, chi fa parte di un organismo assembleare ha tutto il diritto di conoscere con congruo anticipo l’ordine del giorno e avere il tempo necessario per prepararsi alla discussione, studiando l’eventuale documentazione a essa relativa. In casi eccezionali si può deliberare su un punto che non era stato previsto all’OdG: occorre però che 1) siano presenti tutti i componenti dell’assemblea, 2) che ci sia accordo unanime acché l’argomento sia discusso. Osservare queste regole elementari serve a evitare abusi.

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Linee guida rettorali per la riorganizzazione dipartimentale di UniSS

Queste sono le linee guida rettorali per la riorganizzazione dell’assetto dipartimentale dell’Università di Sassari, nella forma esatta in cui i docenti ne hanno potuto prendere visione.

Visto che una simile riorganizzazione costituirebbe un processo importante, e anzi cruciale, cui per certi versi sono legati la sostenibilità e lo sviluppo dell’Ateneo di Sassari, sarebbe interessante conoscere le modalità del relativo dibattito e le posizioni all’interno del Senato Accademico di UniSS.